Delegazione interegionale Puglia e Basilicata
l'ANEC "precisa" sul 3D
In relazione a un ingiustificato allarmismo alimentato dalle notizie stampa di questi giorni a propositi dei dispositivi 3D, l'ANEC associazione delle imprese di esercizio cinematografico in seno all'AGIS di Puglia e Basilicata, tengono a precisare alcuni punti sulla questione.
Innanzi tutto "si ribadisce il senso di responsabilità degli esercenti della sale cinematografiche tanto italiane quanto nello specifico di Puglia e Basilicata, che di recente si sono dotate dei più avanzati sistemi tecnologici per la proiezione digitale e in 3 D, installati tra l'altro in tutta Europa" dichiara il Presidente dell'ANEC, l'avvocato Francesco Paolillo.
Per quanto riguarda poi le iniziative prese dal Codacons a tutela della salute degli spettatori, Paolillo precisa che "tale preoccupazione è in primo luogo sentita dagli stessi esercenti: tutti in Puglia e Basilicata hanno acquistato impianti e attrezzature conformi alla normativa vigente, fornendo inoltre ai sensi del DL 206/2005 tutte le informative richieste per gli utilizzatori: la documentazione informativa riguardo al sistema di proiezione adottato, la ditta fornitrice dello stesso, le eventuali contro indicazioni all'uso degli occhialini e, circa i non monouso, la procedura di igienizzazione per ciascun paio d'occhiali prima di ogni proiezione al pubblico".
Le polemiche di questi giorni stanno riguardando solamente l'Italia e anche l'allarmismo relativo a sporadici casi di disagio fisico (mal di testa e nausea) o afferente ipotetiche infezioni agli occhi, denotano esclusivamente una scarsa informazione. Tutti gli occhiali non monouso, infatti, prima del loro re-utilizzo vengono puntualmente sottoposti a procedure di igienizzazione, garantite dagli esercenti delle sale.
Inoltre, tiene a precisare Paolillo, "si rileva da parte di alcuni media, l'errata interpretazione della recente circolare del Consiglio superiore di sanità. Difatti, secondo una parte della stampa, il Consiglio avrebbe vietato l'uso degli occhialini non monouso, quando nei fatti questa circolare rileva esclusivamente, e ovviamente, che i monouso garantiscono la non veicolazione di infezioni, ma che allo stesso tempo le corrette procedure igieniche garantiscono la stessa sicurezza.
Diversamente sarebbe come dire che nei bar, nei ristoranti e nelle pizzerie debbano essere utilizzati solo piatti, bicchieri e posate monouso, vietando l'utilizzazione di quelli che ci capitano".
E, sempre in merito alla circolare, l'ANEC e l'ANEM nazionale rilevano che questo parere è stato reso senza acquisire le dovute e precise informazioni sia dalle aziende produttrici dei dispositivi 3D sia dagli stessi esercenti.
In merito alla Puglia e alla Basilicata, dove sono operative da circa un anno 25 sale con dispositivo 3D per un totale di circa 300 mila spettatori, mai negli ultimi dodici mesi si è verificato alcun caso di malessere né di disagio da parte degli spettatori. E in nessun caso l'utilizzo degli occhiali non monouso ha provocato infezioni di alcun genere.

Alla luce di tutto questo, "considerato che l'attuale campagna di disinformazione è evidentemente causa di ingiusti danni sia per gli esercenti sia per alcune aziende produttrici, non è da escludere l'eventualità di porre in essere mirate azioni di tutela dei diritti violati, nei confronti di quanti si stanno rendendo responsabili di tale campagna", conclude Paolillo.

(Segue estratto da Cinenotes 18-3-10 speciale 3D part.3)

OCCHIALI 3D: UNA MONTATURA ORRIBILE

Conferenza stampa dell'industria del cinema
VENERDI' 19 MARZO ORE 11,00 ALL'AGIS
Via di Villa Patrizi 10 - Roma
Saranno presenti i presidenti delle associazioni degli esercenti cinematografici, Paolo Protti per l'Anec, Carlo
Bernaschi per l'Anem, i presidenti dell'Anica, Paolo Ferrari e dell'Agis, Alberto Francesconi. Parteciperanno
esponenti di tutte le componenti dell'industria cinematografica ed altri ospiti.

OCULISTI, NESSUN PERICOLO SOTTO I 6 ANNI

"Nessun pericolo per genitori e figli. Gli
occhiali in 3D non provocano alcun danno
all'apparato visivo. Importante non creare
allarmismo". Lo afferma in una nota la Società
Oftalmologica Italiana (Soi) che esprime riserve
circa l'indicazione di limitare la visione 3D ai
bambini sopra i 6 anni.
Secondo la Soi, infatti, "il senso di stereopsi e di visione binoculare si sviluppano a 4 mesi d'età (tali
caratteristiche di sviluppo sono necessarie per apprezzare in serenità la visone 3D). Inoltre, i bimbi di 3 anni
hanno una capacità automatica di accomodazione (messa a fuoco) 10 volte superiore rispetto ad una
persona di 21 anni e questa caratteristica deve essere considerata una 'protezione' positiva".
Per gli oculisti della Soi, quindi, "portare i bimbi a vedere un film in 3D non è pericoloso ma può
essere considerato un vero e proprio test di 'provocazione' che produce precisa indicazione per
l'effettuazione di una visita oculistica nel caso il bambino dimostri specifici disagi".
Per questi motivi la Soi "con forza desidera tranquillizzare tutti i genitori che hanno già portato i propri
figli al cinema per assistere ad una proiezione in 3 D. Questi genitori - continua la nota - non hanno procurato
alcun danno all'apparato visivo dei propri figli; e invita, se è il loro desiderio, a continuare ad assistere a
proiezioni in 3D con serenità e sicurezza". (ANSA).