Unione AGIS di Puglia e Basilicata
LIBERALIZZAZIONE APERTURA SALE CINEMATOGRAFICHE
Cerri: a rischio molti schermi di città. Aprire il mercato ma salvaguardando la pluralità dell'offerta

"Pericolosa e controproducente". E' così che l'Anec, associazione nazionale esercenti cinema, definisce la liberalizzazione dell'apertura sale cinematografiche entro i 3000 posti contenuta nel decreto sulle semplificazioni approvato dal Consiglio dei ministri.
"Questo provvedimento che liberalizza in modo incontrollato l'apertura sale - afferma il presidente dell'Anec, Lionello Cerri - avrà effetti dirompenti, accentuando la già difficile situazione di moltissime sale, in particolare di quelle tradizionali e dei centri cittadini. Peraltro, la liberalizzazione delle aperture fino a 3 mila posti, invece di favorire la concorrenza, bloccherà lo sviluppo armonico del settore. L'Anec invece - aggiunge Cerri - è convinta fautrice dell'apertura del mercato, che però deve avere come obiettivo, soprattutto con il contributo delle Regioni, la salvaguardia della pluralità dell'offerta e della specificità culturale".
Nel corso degli ultimi dieci anni la crescita dei multiplex si è concentrata quasi esclusivamente nelle zone già ricche di schermi, e le sale di città sono progressivamente diminuite. "Questo cambiamento però - spiega il presidente dell'Anec - non ha portato ad una crescita complessiva del pubblico, che in Italia si attesta ormai da anni intorno ai 100-110 milioni di spettatori. Siamo quindi di fronte non ad una crescita ma ad un travaso di pubblico da una tipologia di sala ad un'altra. Ciò contribuisce alla desertificazione dei centri storici, con casi clamorosi sia in città di medie dimensioni, come Pescara o Perugia, sia in grandi centri urbani come Roma, Napoli, Firenze e anche Milano città nella quale i cinema sono quasi scomparsi dal centro".
Peraltro le difficoltà delle sale di città, continua Cerri, "si ripercuotono sull'offerta di film di qualità, italiani ed europei, che proprio in queste strutture trovano la loro sede naturale, e sulle attività collaterali che contribuiscono ad un effetto di socializzazione e aggregazione di grande rilevanza".
"La liberalizzazione pressoché totale prevista dal decreto sulle semplificazioni - conclude il presidente dell'Anec - non farà altro che accentuare queste disfunzioni, mentre andrebbe fatto ogni sforzo per migliorare e rafforzare la capillarità di diffusione delle sale sul territorio laddove vi è carenza e favorire un'azione di ammodernamento di quelle esistenti. Fondamentale in questo senso la digitalizzazione, il cui completamento va incentivato a beneficio dell'intero parco sale".

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